Premessa

a cura di Mariano Baldissara

venerdì 28 settembre 2001

Una tesi di valorizzazione del patrimonio edilizio del comune di Castelvetere sul Calore trova la sua giustificazione nel fatto che, a dispetto dei ripetuti e significativi eventi sismici verificatisi nel corso dei secoli in terra irpina, gli edifici del centro storico del comune in questione hanno mantenuto inalterata la propria funzione.

I suddetti edifici, tuttavia, versano in condizioni tali da necessitare di interventi di recupero di varia natura.

Di gran rilievo è l’opera che sta svolgendo in tale direzione la Pica Ciamarra Associated, impegnata nel recupero di tre comparti omogenei del borgo medievale annesso all’antico castello, nucleo originario del paese. Tale intervento si inserisce in quello più ampio di “riqualificazione dei borghi medioevali di Calabritto, Taurasi, Castelvetere sul Calore, Volturara Irpina”. La creazione di alloggi per turismo rurale, di una struttura museale, nonché di botteghe artigiane costituiscono alcune delle linee fondamentali di un progetto volto a rivitalizzare il centro storico in esame.

Le ricerche di chi scrive verrebbero a configurarsi come naturale sviluppo del suddetto operato. Esse traggono origine dalla constatazione, fertile di riflessioni e di sviluppi, che  Castelvetere sul Calore rientra nel Parco Naturale Regionale dei Monti Picentini, area protetta estesa su 64.000 ettari (una superficie pari a quella del Parco Nazionale d'Abruzzo) e comprendente il più importante bacino idrografico del meridione d'Italia.

Da tempo non più soltanto oasi verdi, le zone tutelate non sono più fruite unicamente da un numero ristretto di ristoratori e albergatori: si acquisisce sempre più consapevolezza di quanto esse siano utili a ritemprare il corpo e la mente e di quanto siano importanti per salvaguardare specie a rischio di estinzione. Le aree protette, inoltre, stanno diventando sempre più fonte d’occupazione: esse hanno creato migliaia di posti di lavoro negli ultimi 10 anni.

Ubicato a cavallo delle province di Avellino e Salerno, il Parco dei Monti Picentini è stato istituito, in via definitiva, con D.P.G.R. del 12 febbraio 1999, n. 63, ma non è stata ancora resa esecutiva la delibera. Esso andrebbe visitato e scoperto per quanto offre in termini di natura e ambiente, di colore e tradizioni, di testimonianze archeologiche e monumentali, di musei, di centri abitati, in cui l'edilizia recente non è riuscita a cancellare i suggestivi caratteri dei borghi medioevali e dei grandi fulcri della Fede.

È possibile ipotizzare un ventaglio di itinerari (naturalistico, artistico-culturale, enoturistico, gastronomico, ecc.), che si diramano in varie direzioni, attraverso centri abitati, siti naturalistici e testimonianze di un passato che ha lasciato profonde tracce nel presente.

Castelvetere sul Calore si è, per l’appunto, proposto come sede dell’istituendo Ente Parco e, nell’ambito dei supposti itinerari, verrebbe a porsi come punto nodale di un percorso volto a far conoscere tanto le bellezze paesaggistiche quanto le tradizioni culturali di una terra ricca di storia, arte e natura come l’Irpinia.

È in quest’ottica che si è inteso, col presente lavoro, procedere ad una valorizzazione del patrimonio edilizio del comune in questione, attraverso una lettura ed una successiva codifica di parti ed elementi caratteristici del luogo; da qui traggono spunto linee guida – articolate secondo un sistema di requisiti – tese al controllo degli interventi di recupero edilizio[1].

Lo sviluppo turistico che si vuole promuovere nel territorio comunale, unito al recupero del borgo medioevale, ha suggerito una nuova ipotesi di utilizzo dell’edificio del “Vecchio Municipio”. Si è pensato, infatti, di creare una struttura turistico-informativa in grado sia di fornire ai visitatori indicazioni circa le caratteristiche proprie del Parco Regionale dei Monti Picentini, che di gestire l’affluenza dei turisti intenzionati a soggiornare in Castelvetere, negli alloggi appositi che si stanno realizzando nel borgo medioevale.

Con tale progetto si intende, quindi, restituire al “Vecchio Municipio” la sua funzione centrale, trasformandolo in una sorta di Reception di uno dei “Villaggi della Tradizione”[2], quale è Castelvetere, nonché del Parco dei Monti Picentini. Tutti gli alloggi turistici in costruzione e la suddetta struttura ricettiva potrebbero essere gestiti da un consorzio privato (con eventuale controllo pubblico), formato da giovani del luogo in grado di fornire ogni tipo di supporto ai turisti in arrivo.

La distribuzione funzionale ipotizzata prevede la vera e propria struttura ricettiva, dotata di tutto quanto sia necessario alla sua funzione; una grande sala espositiva; un book shop; un ufficio; una sala multimediale per proiezioni di filmati e documentari relativi al Parco con alcune postazioni di Personal Computer collegati al World Wide Web e in grado di mostrare ipertesti – prodotti dal sottoscritto nella fase di realizzazione della presente tesi di laurea – relativi alla valorizzazione del patrimonio edilizio del comune di Castelvetere sul Calore e alle zone del Parco da visitare.

Il recupero del “Vecchio Municipio”, il Piano di recupero dell’intero centro storico e il Piano Territoriale del Parco si configurano come diversi punti di partenza di concreti sviluppi che, affidati a varie professionalità, potrebbero – e dovrebbero – integrarsi in fase finale.
 

[1]     L’indagine compiuta sui dati riguardanti sia il Piano Territoriale che il Piano di Recupero del Comune è avvenuta mediante l’utilizzo di tecnologie informatiche GIS (geographic information system). Attraverso un GIS è, infatti, possibile collegare ad elementi di carte geografiche dati tabellari – quali databases –, che possono così essere  consultati e analizzati attraverso query, visualizzati ed, infine, organizzati geograficamente.

[2]     Con questa denominazione viene indicato il programma generale di ristrutturazione, riqualificazione e rivitalizzazione dei centri storici dei comuni rientranti nel Parco Regionale dei Monti Picentini e facenti capo alla Comunità Montana Terminio-Cervialto.